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LA STORIA: L'importanza storica dell'Accademia di Belle Arti di Firenze è sottolineata dalle datazioni e dai personaggi che nel corso dei secoli hanno dato vita a questa Istituzione. Le sue origini risalgono alle prime organizzazioni corporative dei mestieri delle città: la Compagnia di San Luca o dei pittori nata nel 1339 è da considerarsi infatti il primo nucleo dal quale nel 1562, sotto la protezione di Cosimo I dei Medici, si sviluppò la Vasariana Accademia del Disegno, universalmente riconosciuta come una delle prime Istituzioni europee che poteva fra i suoi compiti, accanto a quello di Confraternita di eminenti artisti ai quali era demandato il governo e la tutela del patrimonio culturale della Toscana, anche quello dell'insegnamento delle Arti e delle Scienze, segnando così l'inizio del moderno concetto di Accademia. A capo dell'Accademia furono per votazione unanime solennemente designati Cosimo I e il "divino" Michelangelo, al quale l'anno successivo l'Accademia stessa dedicò memorabili esequie. Un Istituto Culturale di grande valore storico-artistico quindi, che vide fra i suoi membri, fra Cinque e Seicento, personaggi quali il Vasari, Bronzino, Ammannati, Sansovino, Gianbologna, Cellini e fra gli allievi di quell'insegnamento scientifico legato al nuovo concetto di artista-intellettuale, il grande Galileo Galilei. L'edificio che accoglie l'attuale Accademia è ancora il medesimo in cui fu insediata dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena nel 1784. L'architetto Gaspare Maria Paoletti ristrutturò gli spazi dll'ex Spedale di San Matteo nella foggia in cui si presenta ancora oggi. Con lo statuto napoleonico del 1811, l'Accademia si arricchì di una scuola di arti e mestieri, che dopo il 1850 daranno vita rispettivamente al Conservatorio di Musica e all'Istituto Tecnico. Fra Settecento e Ottocento l'Accademia vide operare al suo interno sia i sostenitori della grande tradizione quali Benvenuti, Morghen, Duprè, sia i giovani allievi sostenitori dei movimenti rivoluzionari del tempo quali i macchiaioli come Cecioni, Signorini, Lega e Fattori che tenne la cattedra di nudo. Tra i professori esteri onorati di essere stati iscritti come Accademici alla Régia Accademica di Firenze figurano personaggi come David, Ingres, Vernet, Overbech. L'Accademia del Novecento a lungo regolamentata da una legge del 1923, che all'interno della riforma Gentile dava nuovo ordine all'istruzione artistica, vide il distacco di Architettura nel 1927 e l'istituzione dei Cori Speciali nel 1970. Essa ha annoverato maestri quali Felice Carena, Galileo Chini, Giuseppe Graziosi, i Romanelli, Ottone Rosai, Primo Conti, Ugo Capocchini, Gastone Breddo, Oscar Gallo, Antonio Berti, Quinto Ghermanti, Quinto Martini, Pericle Fazzini, Rodolfo Margheri. Oggi con l’istituzione dei Corsi di Specializzazione e la conseguente distinzione tra Diploma di I e II livello, l’Accademia si orienta secondo un percorso di studi di tipo universitario. In questo contesto i docenti, pur nella diversificazione delle tendenze, contribuiscono con il loro valore a conservare l’alto livello nel campo della didattica artistica che ha sempre storicamente distinto l’Accademia di Belle Arti di Firenze.
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    • Via Ricasoli 66 Firenze FI
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